Denominazione comunale (De.Co) per ravioli 'ncaciati Ascoli
"In Ascoli non c'è Carnevale senza lì raviuole". Ascoli Piceno celebra il suo tipico piatto della tradizionale carnevalesca, i ravioli 'ncaciati, iscrivendolo al registro "De.Co" (denominazione comunale). La delibera approvata ieri è stata illustrata presso l'Hotel Marche, presenti gli allievi dell'Istituto Alberghiero 'Celso Ulpiani', istituito 140 anni fa, uno dei più antichi in Italia.
La ricetta dei "ravioli 'ncaciati" è quella del piatto tipico che si degusta tradizionalmente nelle famiglie ascolane a Carnevale, uno dei piatti tradizionali, tramandati di generazione in generazione, talvolta solo con il passaparola. I "ravioli di gallina" si chiamano così per il ripieno che si prepara con la carne di gallina e il suo brodo utilizzato per bagnare il pane raffermo. Quest'ultimo ingrediente, in particolare la quantità che si aggiunge alla carne, è un elemento rilevante dal punto di vista storico e socio-culturale; nel passato la quantità di pane raffermo variava in base al ceto sociale di appartenenza delle famiglie.
Quelle meno abbienti aggiungevano tanto pane raffermo alla poca carne, in modo da aumentare la quantità di ripieno e produrre il maggior numero possibile di ravioli. Un'altra particolarità è l'aspetto dei ravioli, chiusi a "cresta di gallo" per richiamare la natura del ripieno ma anche per conferire alla pasta una consistenza più corposa. Prima di servire vengono "spolverati" abbondantemente con pecorino e cannella.
"Attendevamo questo momento da 2 anni" ha detto la dirigente scolastica dell'istituto Ulpiani Rosanna Moretti, sottolineando "l'importanza di divulgare le tradizioni territoriali coinvolgendo i nostri studenti". "Il regolamento approvato ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali che costituiscono una risorsa e uno strumento di promozione dell'immagine del Comune di Ascoli Piceno - ha commentato il sindaco Marco Fioravanti -.
Questi prodotti sono la storia del territorio stesso, ma anche il suo futuro".
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